Alicia Vikander è un’attrice svedese di fama internazionale, nota per la sua versatilità e per le sue performance intense e sfaccettate. Nata il 3 ottobre 1988 a Göteborg, in Svezia, ha iniziato la sua carriera da giovanissima, studiando danza e recitazione prima di approdare al cinema. Il suo debutto importante avviene nel 2012, con il film “Pure”, che le vale un’attenzione immediata e una serie di premi e nomination.
Alicia Vikander: La carriera
La sua vera ascesa verso la fama internazionale arriva nel 2015 con il film “Ex Machina”, un thriller sci-fi diretto da Alex Garland, in cui interpreta Ava, un’intelligenza artificiale dall’aspetto umano. La sua performance, che mescola fragilità e potere, le vale un ampio riconoscimento e numerosi premi, consolidando il suo status di attrice di talento.
Nel 2016, Alicia Vikander ottiene il riconoscimento mondiale grazie al film “The Danish Girl”, dove interpreta Gerda Wegener, la moglie del pittore Einar Wegener, che si sottopone a una delle prime operazioni di transizione di genere. La sua interpretazione le vale l’Oscar come miglior attrice non protagonista, un traguardo che la consacra come una delle attrici più rispettate della sua generazione.
Alicia Vikander ha continuato a scegliere ruoli sfidanti, spaziando da thriller come “Tomb Raider“(2018), dove interpreta Lara Croft, a drammi come “The Light Between Oceans” (2016), un film che esplora temi di amore, perdita e sacrificio. Ha anche lavorato con registi come Werner Herzog e Olivier Assayas, ampliando ulteriormente il suo repertorio.
Nel 2024 interpreta Virginia nel film “The Assessment”, ruolo cardine del film, affiancata da Elizabeth Olsen ed Himesh Patel. Al Festival di Zurigo è stata insignita del premio “Golden Eye Award” per “la sua straordinaria interpretazione e la sua scelta dei ruoli costantemente coraggiosa e intelligente”.
Oltre alla sua carriera cinematografica, Alicia Vikander è nota per il suo impegno sociale e filantropico. La sua capacità di passare da ruoli intensi e drammatici a personaggi più dinamici e action le ha permesso di diventare una delle attrici più apprezzate della sua generazione.
Intervista alla masterclass
Di seguito la sua intervista durante il Zurigo Film Festival:
-Parlaci di come si è svolta l’interazione con Fleur Fortunè, dal primo zoom. Sul set c’è stata molta collaborazione sia prima che dopo?-
A- È iniziato con me che ero sbalordita da lei.
Penso che sia estremamente aperta ed abbia sicurezza. Ha riunito persone molto talentuose fuori dalla telecamera. Ha un rapporto facile con tutti, questo è ciò che più ammiro: sceglie le persone giuste per il lavoro e poi le lascia lavorare. Crea un’atmosfera in cui tutti sentono di poter fare del loro meglio. È la stessa cosa per gli attori, sai a volte i migliori registi cosa fanno?
Fanno il minimo. Facilita il lavoro, sa essere il capo come la persona che supervisiona. Nessuno sa cosa bisogna fare o cosa sia ciò che stiano facendo, ma lei da a tutti la sicurezza che sa cosa sta facendo. Per qualsiasi cosa ha la risposta, ma a parte questo sono validi in tutti i campi.
Tutti grazie a lei sentiranno di poter fare ciò che sanno fare meglio.
Ha creato lo spazio, abbiamo avuto molte conversazioni che ci hanno portato a iniziare le riprese facendomi sentire libera di esplorare.
-So che ti piace fare ricerche per i tuoi personaggi. Come ti sei preparata per il ruolo di Virginia?-
A- A volte è noioso e tedioso, chiudi la porta a chiave, guardi un sacco di clip di YouTube…
C’erano molte cose in corso tra Fleur e me con questo personaggio.
Con Virginia ho dovuto incarnare fisicamente diversi ruoli in un unico, e sapevamo che era un puzzle fisico. Fleur e io ci inviavamo immagini di bambini che crescono e imparano, clip di YouTube di bambini che giocano: c’era molta ispirazione.
Quando ho fatto questo film, però, c’erano molte cose sul set che in qualche modo erano quasi dei frammenti di ricordi dimenticati ma inconsciamente vissuti dalla versione più giovane di me. Un’ispirazione più profonda.
-Qual’è il momento più memorabile, in quanto anche tu stessa genitore-
A- Penso che ci sia stato un momento a 2-3 settimane in cui ho dovuto girare una scena che si svolge nella cucina di questa casa ed è la prima volta in cui si vede un lato diverso di Virginia. Ricordo di aver letto lo script con i frammenti di comportamento e ho pensato: “Ok, quindi devo mettermi in gioco al 100%”.
Quello è stato un giorno in cui sono entrata sul set ed ero così nervosa perché si ha la propria creazione di casa e poi hai la troupe e sei tipo “ta dannnn, è questo che sto pensando di fare”.
Poi ho sentito che tutta la troupe era “Oddio cosa farà…come andrà a finire…”
Ma poi ho superato le mie paure e ho esplorato il ruolo. È stato divertente.
-Quanta improvvisazione c’è in questi ruoli?-
A- Sapevo che dovevo raggiungere un certo livello di intensità ed era più audace farlo di fronte alle persone. Poi quando l’ho fatto, ha iniziato a sembrare stranamente naturale.
Questo comportamento penso derivi dalla purezza delle emozioni, tra frustrazione e pura felicità.
-Abbiamo visto la tua versatilità nei ruoli che hai interpretato. Quando hai letto per la prima volta la sceneggiatura, cosa ti ha attratto?-
A- Era una delle sceneggiature che sognavo da molto tempo. Era come quando scegli un bel libro e non riesci a smettere di leggerlo. Ci sono principalmente questi tre personaggi e questa valutazione. Ogni pagina non ho mai avuto la sensazione di avere idea di dove stesse andando a parare. Penso che quel tipo di aspetto thriller abbia davvero elevato la sceneggiatura.
Il personaggio di Virginia è uno studio del personaggio che ero molto incuriosita di provare ad affrontare. È stata una grande sfida osare ogni giorno sul set, ha dei lati molto distinti da me.
A volte ero pietrificata, ma spesso mi piaceva quel tipo di lavoro.
Tutto questo mi ha portato ad apprezzare molto l’essere parte di questo film, e sapere che Fleur lo avrebbe fatto.
-Alcune scene sono inquietanti e scomode. Tu stessa, come genitore, come hai affrontato le riprese durante la produzione?-
A- Beh avevo un bambino dentro di me… quindi sai, è stata una chiara ispirazione che è venuta da dentro…
Ma sì, essere madre ha fatto la differenza: li hai intorno alla tua vita e ti ispiri al punto tale da scambiarti foto e video su YouTube, ad avere tante idee e possibili strade da seguire.
Prima delle riprese cercavo ispirazione non sapendo bene come gestire il ruolo, ma poi ho scoperto che il processo di realizzazione del film era più un “ricordo del tuo bambino interiore che probabilmente hai dimenticato”. Quando ho fatto questo tipo di esercizio mi ha fatto avere questo contatto emotivo con cose che non so se me le sono inventate da sola o se erano ricordi reali.
È stato sicuramente un collegamento con la versione più giovane di me stessa.