L’Occhio della Gallina: tre proiezioni al Cinema La Compagnia di Firenze di due film diretti dalla regista Antonietta De Lillo.

L’Occhio della Gallina

Sarà presentato infatti, giovedì 3 aprile alle ore 19:00 e domenica 6 aprile alle ore 17:00 L’OCCHIO DELLA GALLINA – Autoritratto di Antonietta De Lillointerpretato dalla regista con Maria De Medeiros (Pulp Fiction), Carolina De Lillo Magliulo, Elisabetta Giannini, Alice Mariani, Marcello Garofalo, Luca Musella e Adele Pandolfi.

Il film, nella short list della sezione documentari dei David di Donatello, è sceneggiato dalla stessa regista con Laura Sabatino e in collaborazione con Alice Mariani.

Sabato 5 aprile

Alle 15:00 e sempre al Cinema La Compagnia, la proiezione del film Il Resto di Niente, giàevento speciale alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e vincitore di numerosi premi e riconoscimenti tra cui tre candidature ai David di Donatello, il Premio Flaiano come migliore sceneggiatura e cinque candidature ai Nastri d’Argento.

L’Occhio della Gallina: Antonietta De Lillo

La De Lillo arriva a Firenze dopo le tappe ad Alghero e alla sedicesima edizione del Bif&st di Bari, dove ha proiettato L’Occhio della Gallina, tenuto una lezione/incontro sul cinema indipendente realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bari e ha ricevuto al Teatro Petruzzelli, il Premio per il cinema indipendente dedicato a Nico Cirasola, regista, attore, sceneggiatore e produttore, artista unico nel panorama cinematografico italiano, un uomo di cinema a tutto tondo che non ha mai abbandonato Bari, sua città natale, dove è tornato negli ultimi anni della sua vita.

L’Occhio della Gallina: sinossi

 E’ una storia di violenza e isolamento che non ha eguali nel nostro cinema. Dopo vent’anni di carriera e aver realizzato il suo miglior film, apprezzato dalla critica e considerato da alcuni un capolavoro in grado di consacrarla al grande pubblico, un’eclatante ingiustizia ha sbarrato la strada alla regista, relegandola ai margini del sistema – cinema e impedendole così di realizzare un nuovo film di finzione.

Attraverso la forma dell’autoritratto, il film ripercorre in maniera libera la vita e la carriera della protagonista, alle soglie dei 40 anni dal suo primo film.

Il paradosso di questa storia è rappresentato dal capovolgimento che è insito nel funzionamento dell’occhio della gallina che si chiude al contrario, dal basso verso l’alto. Allo stesso modo, mentre il cinema le viene negato, lei, ostinatamente, remando contro-corrente, ne riafferma le doti culturali e artistiche, raccontandolo anche come strumento di cura e antidoto contro l’ingiusto isolamento.