Ci risiamo, Zona Bianca continua la sua campagna contro i Testimoni di Geova e come indica l’Agenzia Stampa “DIRE” a firma Silvia Mari De Santis, che noi abbiamo avuto il piacere di intervistare, c’è un comunicato dei Testimoni di Geova. Riportiamo parte del pezzo: I Testimoni di Geova rispondono a Zona Bianca: “Su di noi racconti falsi e discriminatori”.

Cosa c’è che non va nella trasmissione “Zona Bianca”?

Gli ospiti chiamati a commentare, non sarebbero affatto esperti, come ha tenuto a sottolineare Raffaella Di Marzio, psicologa delle religioni e direttrice del centro studi Lirec. “Nella puntata non hanno interpellato esperti, ma persone della Chiesa cattolica. E questo finto stratagemma di invitare esperti acuisce l’ostilità, perchè non si creano condizioni eque di dibattito.

Il nostro centro studi” – ha ricordato – “ha segnalato più volte quello che sta succedendo con la trasmissione Zona Bianca. E’ un modo irrispettoso, discriminatorio e anche pericoloso di parlare dei Testimoni di Geova, perchè potrebbe istigare all’ odio e la congregazione non è mai stata oggetto di processi penali per reati. Uno dei cavalli di battaglia della trasmissione è il racconto degli ex membri che sono andati via o sono stati mandati via. Riferiscono sofferenze ed ostracismo”.

L’allontanamento dai Testimoni di Geova

Come stanno le cose davvero? Di Marzio, che a questo fenomeno ha dedicato anche un libro, spiega che “i testimoni di Geova usano la regola dell’allontanamento sociale per i peccati gravi e per chi decide di andarsene (cosa peraltro che nella Bibbia c’è). I nuovi apostati (cosi si chiamano in termini di fede) si sono rivolti anche ai tribunali” – ha ricordato- “per denunciare questa regola.

Ebbene ci sono decine di pronunciamenti, l’ultimo in Norvegia, che hanno stabilito che si tratta di una prassi legittima. La Corte di Appello in Norvegia ha detto che ‘interrompere contatti non è violazione del libero ingresso e uscita e non è una violazione del diritto dei minori’. Il nodo è tutto nel rapporto, affatto semplice, tra regola di fede, a cui si decide di appartenere, e i diritti dei soggetti”.

Sabrina Martucci

“Avviene come una qualsiasi separazione”, ha specificato la docente dell’ Università di Bari Laura Sabrina Martucci, esperta di convertitismo e radicalizzazione religiosa. “Oggi può sembrare insolito, ma il bisogno di religiosità sta portando ad appartenenze molto strette e se queste sono scelte di fede adulta (come accade per i Testimoni di Geova, il cui battesimo non avviene da infanti) possono includere rinunce e perfino l’auto-compressione dei diritti fondamentali.

Inoltre, va detto che se l’appartenenza di una persona dovesse rappresentare uno scandalo la comunità può prendere provvedimenti, che non hanno però una valenza civilistica. La comunità di fede preserva se stessa, in un bilanciamento tra diritti individuali e diritti della comunità.

Se non mi sta più bene una regola devo allontanarmi, esercitare il mio ius poenitendi e subirne le conseguenze perché si rompe il rapporto di fiducia“.

I reati

“Non vuol dire che l’individuo sia abbandonato – ha sottolineato l’esperta- la regola di fede prevede l’interruzione dei rapporti familiari con chi lascia o viene allontanato nel rispetto di quelli assistenziali a figli e disabili. Diverso è se qualcuno commette dei reati. In quel caso la legge supera il vincolo di fede“.

La risposta dei Testimoni di Geova

“I Testimoni di Geova sono stati ingiustamente accusati di comportamenti e prassi distruttivi, e addirittura di commettere veri e propri reati. Queste affermazioni sono completamente infondate e diffamatorie, e danneggiano ingiustamente la reputazione di una comunità che opera con trasparenza e rispetto per la legge, come dimostrato dal riconoscimento ufficiale della Confessione ottenuto con il D.P.R. 783 del 1986. Questo significa che ha passato già da circa 40 anni il vaglio del ministero dell’Interno in merito alle proprie credenze e pratiche. Le nostre rettifiche non sono state lette integralmente e il conduttore del programma ha letto solo alcune frasi e le ha fatte commentare agli ospiti in studio, che hanno ridicolizzato e negato il contenuto“, hanno risposto con queste parole all’agenzia Dire i Testimoni di Geova.

Gli abusi

“I Testimoni di Geova considerano gli abusi sui minori un reato aberrante e un peccato grave. La policy mondiale sulla protezione dei minori afferma chiaramente che gli anziani non proteggeranno nessuno che abbia commesso un tale atroce crimine dall’essere perseguito dalle autorità.

Se vengono a conoscenza di un’accusa di abuso su un minore” – hanno spiegato alla Dire- “gli anziani della congregazione possono denunciare la cosa alle autorità secolari, anche se non richiesto dalla legge, soprattutto nel caso in cui un minore sia in pericolo di abusi, anche se c’è un solo denunciante e nessun’altra prova”.

Esperti internazionali di tutela dei minori hanno confermato che i Testimoni di Geova sono un’organizzazione sicura per i bambini.

La loro policy e le loro pratiche di tutela dei minori, specifica “DIRE”, “riflettono un forte impegno per la protezione dei bambini e sono una delle pochissime religioni che hanno una procedura religiosa per determinare se un aderente (incluso un laico) accusato di abuso sessuale su minori debba essere allontanato dalla congregazione o se la persona possa continuare a farne parte”.

I pericoli

Ecco cosa diceva la Dott.ssa Di marzio dei pericoli di queste trasmissioni: “Questa è la cosa a mio avviso più grave! Qui io ci vedo davvero un’intenzione molto diretta di colpire facendo male con dei colpi bassi, come quando nel pugilato tu sai che ci sono dei colpi che non devi usare, perché è contro le regole. Ecco, questo è un colpo di questo tipo. Questa cosa, che è successa alla fine dell’ultima puntata, cioè della quarta, mi ha dato veramente il peggior segno di tutte le puntate precedenti. Veramente è uno scenario incredibile, assolutamente incredibile“.

E’ evidente che c’è una finalità di istigare il pubblico che ascolta all’ostilità verso questa comunità religiosa, c’è un progetto, perché non è possibile che si faccia una serie di trasmissioni che seguono questa linea, e non è successo solamente in questo caso, noi continuamente riceviamo segnalazioni del genere”.

I discorsi di odio diventano istigazione all’odio e l’istigazione all’odio diventa violenza reale, concreta. Contro i testimoni diGeova abbiamo visto: le bombe davanti a una Sala del Regno; una persona che ha sparato in alto contro due testimoni di Geova che si stavano allontanando da casa sua; un massacro ad Amburgo e un altro in Kerala. Non stiamo scherzando, parlando del più o del meno. Si comincia con i discorsi di odio e poi si arriva a queste conseguenze“.

( Revisione Stefania Tichelio)

Per un ulteriore approfondimento clicca sul Link https://www.dire.it/24-03-2025/1134853-i-testimoni-di-geova-contro-zona-bianca-su-di-noi-racconti-falsi-e-discriminatori/

Violazione dei diritti umani in Eritrea: i Testimoni di Geova tra le minoranze più colpite

“Se c’è una persona coerente, è il testimone di Geova. Su questo non ho ombra di dubbio. Io tante volte, parlando con i miei amici, dico: “Magari noi cattolici avessimo la coerenza dei testimoni di Geova!”

Avv. mARZIO pONTONE

“La sociologia degli ex membri di gruppi o religioni (fuoriusciti e “apostati) indica che una parte di essi “imparano” il proprio ruolo dai movimenti anti-sette e costruiscono la loro “carriera” poco a poco sulla base di risentimenti, risarcimenti economici, interessi di vario genere. Alcuni traggono introiti da libri e conferenze in cui attaccano la religione che hanno abbandonato. I movimenti anti-sette usano gli apostati per sostenere che le accuse mosse riguardano violazioni fondamentali e presentate in numero tanto massiccio da consentire di respingere sommariamente ogni proclamazione di innocenza”.

Luigi berzano – sacerdote e presidente del ceSnur

“I Testimoni di Geova possono continuare a vivere con la correttezza morale che li contraddistingue e possono confutare le ingiuste accuse nei loro confronti. Le persone come me che non sono Testimoni di Geova, ma hanno conosciuto la loro realtà non per sentito dire, possono testimoniare la loro moralità”

sergio albesano – redattore e storico

“Queste narrazioni sono create appositamente per istigare l’ostilità e l’odio nei confronti di una comunità che è completamente e totalmente pacifica”.

raffaella di marzio – presidente di lirec (centro studi sulla liberta di religione e coscienza)

“Riguardo a Zona Bianca, quello che mi dispiace e che mi colpisce, lo dico da giornalista e non da esperta di religioni, è che quando trattano questo argomento utilizzano delle tesi preconfezionate, non vanno alla ricerca delle fonti primarie, cosa che per un giornalista è un dovere, non approfondiscono e non si fanno mai la domanda se non ci sia sotto uno stereotipo, un pregiudizio già confezionato sui Testimoni di Geova, che è esattamente quello che accade”.

Silvia mari de santis – giornalista e capo redattrice centrale dell’agenzia “dire”