“The Assessment” è un film indipendente del 2024, diretto dalla regista Fleur Fortuné. Il film si svolge in un futuro distopico, in cui la società è stata radicalmente cambiata dal cambiamento climatico e dalle nuove tecnologie di controllo sociale. In questo mondo, le coppie che desiderano avere figli devono sottoporsi a un rigido processo di valutazione per determinare la loro idoneità a diventare genitori.
The Assessment: La trama
La trama di The Assessment ruota attorno a Mia (interpretata da Elizabeth Olsen) e Aaryan (Himesh Patel), una coppia che affronta questa prova per poter avere un figlio. Il processo di valutazione è gestito da Virginia (Alicia Vikander), una valutatrice che scrupolosamente esamina la loro vita, il loro comportamento e le loro potenzialità come genitori. Durante il film, emerge una critica alle strutture di potere che regolano le scelte individuali e alle implicazioni etiche e morali di un sistema che cerca di controllare la vita privata delle persone.
“The Assessment” esplora temi di libertà individuale, giustizia sociale e le dinamiche di controllo in un mondo sempre più tecnologico e sorvegliato. Il film ha ricevuto attenzione e plauso per il suo approccio originale alla fantascienza e per le forti performance del cast, tra cui quelle di Vikander e Olsen, che contribuiscono a dare spessore alla riflessione sul futuro delle società moderne.
La voce dei produttori e degli sceneggiatori
Ma com’è nata l’idea dietro al film?
Di seguito l’intervista agli sceneggiatori Nell Garfath-Cox, Dave Thomas, John Donnelly e ai produttori Stephen Woolley, Elizabeth Karlsen, con il contributo della regista Fleur Fortuné.
-Raccontateci dove è iniziata la storia per voi tre: Come avete lavorato insieme per creare la sceneggiatura di The Assessment?
N- Stephen ed io ci conosciamo da molto tempo, ma sono 8 anni che lavoriamo alla storia ed è nata da una delle scene più divertenti. Volevamo condividere idee fin dall’inizio, inoltre Fleur ha catturato così tanto il momento che ha fatto ridere le persone fin dalla prima scena in cui quei due fanno sesso e il valutatore li guarda. Qui abbiamo avuto il primo confronto con Dave, e ci siamo detti “oh se ci dovesse essere un test per quello non stiamo facendo un gran lavoro”.
E la storia è sbocciata da lì, Stephen ha dato il via alla storia, Fleur l’ha sviluppata e John l’ha continuata.
D- Quando siamo diventati genitori ci siamo resi conto di quanto fosse un incubo. Siamo rimasti molto sorpresi dal fatto che nessuno vi abbia raccontato com’è questa enorme trasformazione personale e di coppia. Quindi la storia ha davvero origine con noi che diciamo “oh, abbiamo questa persona, uno sconosciuto in casa che ci mette alla prova ogni giorno”…e un sacco di test appunto sono stati inseriti nel film.
-Potresti dirci quali sono questi test?-
D- Penso il lancio del cibo e l’invasione dello spazio che accade ancora a volte…e lui ha quasi sei anni ora. Un senso di perdita di te stesso perché hai uno sconosciuto che ti chiede tutto.
Quindi sì, quello era tutto ciò che avevamo fissato, poi abbiamo incontrato Stephen e Fleur e la storia è sbocciata ed è diventata molto più grande e fantasiosa.
J- Sono salito a bordo un po’ più tardi e per me erano c’erano tre cose che principalmente mi hanno convinto:
1- lavorare con Stephen
2- Fleur, la regista, ha girato dei cortometraggi che mi hanno stupito. Ero davvero emozionato all’idea di cosa potesse realizzare
3- Dave, la sceneggiatura, il mondo incredibile che hanno creato e i personaggi. Per me come scrittore controllo alcune cose lavorando in molti modi diversi con esseri umani in tv e film, ma qualcosa del genere, semplicemente una sceneggiatura incredibile.
Il grande fascino poi era il modo di avere una regista davvero entusiasta, la quale facilita la sua visione con un’idea incredibile per un film.
Quindi dal mio punto di vista, le cose che fanno lavorare gli attori insieme quando provano sono in un certo senso un’offerta reciproca i quali si adattano l’uno all’altro. Era più un fare offerte a Fleur, del tipo “è qualcosa che aiuta a creare la scena che vuoi fare?”.
Per me si tratta molto di osservare la visione di qualcuno che ha un enorme talento.
-Stephen, cosa c’era nella sceneggiatura che ti ha convinto ad affrontare questo lungo viaggio?-
S- Non doveva essere così lungo.
Elizabeth e io abbiamo letto la sceneggiatura insieme, e ci siamo imbattuti nell’intenzione in cui abbiate effettivamente detto “È un incubo” perché a volte è così che può essere l’essere genitori: può essere davvero peggio di quello che è?
Questo è il divertimento che Fleur ha avuto, John e tutti noi.
Sembrava che questo fosse davvero il tema universale, e penso che ci siano cose meravigliose nel film in cui Fleur ha fatto un lavoro incredibile.
Non penso che ci aspettassimo nulla di tutto questo, come la bellezza di questo film. Ne è valsa davvero la pena aspettare 8 anni.
-Fleur, hai un cast incredibile con cui hai lavorato, come per l’incredibile dipartimento tecnico.
Come hai concepito questo mondo nel film e come sei stata ingaggiata?-
F- Penso curando l’atmosfera, il tono e l’universo.
La sceneggiatura che Nell e Dave hanno scritto era incredibile e volevo portare qualcosa di un po’ strano, un film che potesse essere un futuro parallelo, ed è allora che John è salito a bordo perché quel tono specifico, l’umorismo nero e la consapevolezza hanno portato tutto questo alla sceneggiatura. Il mondo in cui stiamo lottando.
È stato grandioso e si è trattato anche di performance, che erano la cosa più importante avendo un focus sulla coppia e sul supervisore. Non volevo fosse troppo tecnologico o troppo freddo.
Dopo ho lavorato con Magnus Nordenhof Jonck, il direttore della fotografia, e abbiamo parlato molto della geografia fisica delle Tenerife essendoci sia terra che mare, molto vento e nessuna foresta. Tutto aveva senso in un certo modo per la storia.
Abbiamo costruito tutti gli interni della casa in studio, solo l’ingresso della casa e la serra sono fisicamente a Tenerife. Volevo controllare tutti gli interni ed essere in grado di girare in sequenza.
-Un cast grande. Mi piace come hai degli attori insoliti che si abbinano alla perfezione.
Parla del casting dei film-
S- Il casting è stato un processo molto lungo nel tempo, considerato ci fosse anche il covid di mezzo e gli scioperi. Stranamente a quanto pare Alicia Vikander è stata una delle prime persone che ho detto a mia moglie dopo aver letto la sceneggiatura che sarebbe stata perfetta per questo ruolo. Fleur ha un rapporto molto speciale con Alicia che ha davvero aiutato nel film.
F- Ho visto Elizabeth Olsen in Martha Marcy May Marlene e la sua interpretazione è stata incredibile. Ha un tale legame con le emozioni che è molto raro. È molto vera, quindi ho sempre pensato a lei.
Poi più tardi ho incontrato Alicia Vikander, anche di lei sono una grande fan. Abbiamo anche parlato molto e poi abbiamo fatto un incontro insieme a distanza.
Per motivi diversi tutti avevano un legame emotivo con la storia. C’era un ottimo rapporto fin da prima dell’inizio delle riprese, il che ha permesso di avere fiducia nel processo e dare molto ai personaggi.